Industria brasiliana

L'industria brasiliana presenta aree di particolare interesse come quella delle biotecnologie, per esempio. La sfida del paese sarà sempre più quella di attrarre investimenti stranieri per far crescere ulteriormente le sue industrie

Anche la storia e lo sviluppo dell'industria brasiliana è possibile concentrarlo negli ultimi 20 anni; non perché prima non vi sia stata una certa industrializzazione, ma perché gli ultimi due decenni sono quelli che hanno risentito di un certo dinamismo economico. Si può dire che tra il 1947 e il 1960 ci sia stato il primo "episodio" di espansione industriale, bloccatosi poi proprio per un'economia non ancora in grado di sostenere questo sviluppo.

Negli ultimi due decenni invece il governo si è mosso nella direzione di una riprogrammazione economica e di una sorta di ristrutturazione che ha portato una ricrescita del settore industriale sia nel settore pubblico sia in quello privato. la prima cosa che si è tentato di fare, indispensabile per la crescita, è stata la diversificazione: così si è dato impulso a industrie manifatturiere ma anche (in anni più recenti) a industrie biotecnologiche, in quelle siderurgiche, petrolchimiche e altre. Alcuni osservatori economici indiviaduano questi tra i settori più dinamici nel settore dell'industria brasiliana:
- petrolio
- energia
- gas naturali
- nucleare
- industria aeronautica
- informatica

Vi sono poi alcuni settori che sono considerati quasi strategici, anche e soprattutto per attrarre eventuali investimenti stranieri. Un settore particolarmente attivo è quello dell'automazione, settore industriale in cui il Brasile si è dimostrato particolarmente attivo. Subito dopo troviamo il settore delle biotecnologie, settore industriale che trae beneficio anche da un governo che cerca di svilupparlo sempre più, creando sinergie con università e centri di ricerca. Nel sistema delle industrie biotecnologiche ci sono centinaia di "incubatrici" la cui missione è l'assistenza alle startup del settore per almeno un triennio. Un punto su cui le industrie devono lavorare molto è proprio quello di trasformare la ricerca in produzione competitiva. La sfida del Brasile, in tal senso, sarà sempre più quella di trovare o formare risorse umane altamente qualificate e investimenti. I sottosettori individuati da molti esperti, su cui l'industria brasiliane delle biotecnologie potrà crescere maggiormente, sono quelle della salute, quello agroalimentare e quello dei biocombustibili.

Il terzo settore dell'industria brasiliana da tenere d'occhio è quello dei macchinari e dei beni strumentali. È questo un settore che può costituire una interessante opportunità di business per imprenditori stranieri. E in questo comparto il fulcro dello sviluppo potrebbe essere quello della costituzione di joint-venture con aziende locali per entrare stabilmente in un mercato dalle potenzialità non ancora completamente espresse. In tal senso quasi tutti gli stati del Brasile, seppure con sfumature diverse, prevedono incentivi fiscali e, per le imprese medie e piccole, la possibilità di usare strumenti finanziari appositi.

Per l'industria brasiliana il vero fulcro sarà proprio la questione degli incentivi agli investimenti: attorno a ciò dovranno prendere forma tutta una serie di azioni che devono comprendere un massiccio snellimento burocratico e canali di finanziamenti privilegiati. Anche per questo, già nel 2007, ha preso vita una partnership strategica con l'UE con lo scopo di abbassare gli ostacoli tariffari e non. E, sempre per questo scopo il Brasile si è inserito in alcune aree di libero scambio: oltre al già citato Mercosur (con Argentina, Paraguay, Uruguay, Venezuela) c'è anche l'ALCA con Stati Uniti, Canada e Messico. Tutto ciò comporta che le aziende che fanno business con unità operative in Brasile possono fare affari anche con i paesi sopra citati senza dazi.




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