Documenti e residenza in Brasile

Non si può certo dire che la burocrazia brasiliana sia tra le più snelle al mondo. Le procedure per la richiesta e l'ottenimento dei visti sono decisamente laboriose. Per questo il consiglio è sempre quello di rivolgersi esclusivamente ai consolati e alla polizia federale brasiliana

L'argomento documenti e residenza in Brasile non è semplicissimo. La burocrazia brasiliana, in tal senso, si muove lungo una serie di di visti decisamente numerosi. Cominciamo però col dire che, grazie ad una serie di accordi tra il governo italiano e quello brasiliano, per entrare una prima volta nel paese non serve un visto: è sufficiente un passaporto valido almeno per i sei mesi successivi e un biglietto aereo che sia però di andata e ritorno. Se si entra in Brasile per affari c'è un apposito visto che da la possibilità di andare e tornare nel paese ma per non più di 90 giorni.

Questo per cominciare. Se il motivo per cui si va in Brasile presuppone soggiorni più lunghi, e motivazioni diverse, allora bisogna cominciare a parlare di visti temporanei e di visti permanenti. I visti temporanei sono alcuni di quelli per cui bisogna fare richiesta se si vuole entrare in Brasile per studiare, per svolgere un lavoro qualificato con una particolare azienda e così via. Ci sono davvero tantissimi tipi di visti diversi e di diversa validità a seconda della categoria e del motivo di ingresso nel paese. Questo è il motivo per cui le uniche fonti attendibili per quanto riguarda informazioni su procedure, tipologia e documentazione, sono le Ambasciate e i Consolati.

Poi vi sono i visti permanenti che vengono rilasciati solo per determinati e ben precisi motivi. Tra coloro che possono fare richiesta per questi tipi di visti ci sono i dirigenti di imprese che siano di nuova nascita; persone che stiano per ricoprire incarichi dirigenziali per aziende locali; uomini e donne d'affari che dimostrino di voler fare investimenti per una certa consistenza (almeno 65000 euro) che può variare se l'imprenditore si impegna a creare un minimo di posti di lavoro per brasiliani. Per quanto riguarda i visti e i permessi per lavorare in Brasile la situazione si complica ulteriormente. Oltre alle Ambasciate può essere utile rivolgersi direttamente al Ministero del lavoro e dell'Impiego Brasiliano. La difficoltà risiede nel fatto che questi visti variano moltissimo, a seconda del tipo di lavoro e, ancora una volta, a seconda del fatto che siano temporanei o permanenti.

Per la nostra tipologia di lettore il visto forse più interessante è quello temporaneo con validità biennale, con possibilità di rinnovo ancora biennale. È quello più utilizzato da chi entra in Brasile per lavorare; questo visto poi, può diventare permanente se l'azienda ne fa richiesta.

Insomma questa è solo l'impalcatura generale. Se vogliamo entrare più nello specifico allora schematiziamo meglio.

Consideriamo il visto permanente per investimento. Ricordiamo che investimenti fatti da privati, cioè senza creazione di società, non permettono l'ottenimento di questo visto. Per questo genere di pratiche è meglio farsi aiutare da un esperto perché le procedure non sono semplicissime e devono essere ufficializzate. Inoltre il governo fa dei controlli piuttosto seri per valutare che l'investitore voglia aprire un'impresa che sia effettivamente produttiva. Ogni visto richiede documentazioni particolari pur essendovi però documenti uguali per tutti come certificati di cittadinanza, residenza, stati di famiglia ed estratti di nascita.

Importantissimo sapere che spesso la documentazione necessaria alla richiesta di visti può essere diversa a seconda dello stato brasiliano in cui si presenta ma anche, talvolta da municipio a municipio. Anche la polizia federale è autorizzata a chiedere documentazione aggiuntiva se lo ritiene necessario. Altra cosa fondamentale da sapere, giusto per capire quali e quante cose debbano essere tenute d'occhio, è che dal momento in cui si ottiene il permesso provvisorio, fino a quando non viene rilasciata la permanenza definitiva, non si può lasciare il paese per un periodo superiore ai tre mesi.

I visti temporanei sono tantissimi e sono spesso il primo passo da compiere se si pensa poi di risiedere definitivamente in Brasile. Come dicevamo sono questi i visti maggiormente richiesti da chi si vuole dedicare in Brasile per lavoro. Questi visti richiedono alcune pratiche che devono per forza essere iniziate dall'azienda che deve dimostrare il motivo per cui vuole assumere un lavoratore straniero. Anche in questo ambito le autorità si riservano la facoltà di richiedere documentazione aggiuntiva.

Ricordiamo che i documenti italiani, per essere validi devono essere legalizzati sia in prefettura e successivamente presso il consolato brasiliano in Italia. È fondamentale che la firma di chi legalizza il documento sia poi ufficialmente depositata presso il competente consolato brasiliano in Italia.

Insomma le varie procedure per ottenere i vari visti e permessi non sono semplicissime. Per questo ricordiamo che le uniche informazioni ufficiali al riguardo si trovano solo sui siti dei consolati a Milano e a Roma; i link sono www.consbrasroma.it e wwwconsbrasmilano.it.

Da consultare anche il sito della Polizia Federale www.dpf.gov.br.




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