Stato di Bahia

Uno stato dalla storia lunga ed importante, un natura dalla ricchezza e dalla bellezza che ha pochi eguali e vestigia del passato che sono diventate Patrimonio Unesco: questo e molto altro è lo Stato di Bahia

Quasi 1000 km di coste, cinque secoli di storia, spiagge da sogno e gioielli dichiarati Patrimonio Unesco dell'Umanità. Tutto ciò e molto di più è lo stato di Bahia. Il fulcro dello stato è la bellissima, vivacissima Salvador, con le sue strade colorate, la sua cultura e quella musica che impregna di sé ogni aspetto della vita. E, poco lontano da Salvador cittadine coloniali di incredibile bellezza; come la Cachoeira o luoghi semplicemente incantevoli come Praia do Forte. Nella zona sud dello stato vi sono villaggi come Arraial d'Ajuda e Trancoso che alcuni definiscono addirittura idilliaci e altri, come il villaggio di pescatori di Caraìva, sconosciuti ai turisti e da non perdere. Impossibile citare tutti gli angoli di meraviglia che questo stato è in grado di regalare.

La zona oggi conosciuta come regione di Bahia, prima dell'arrivo dei portoghesi era abitata da un incredibile numero di gruppi etnici diversi tra loro, con lingue e culture varie e ricche proprio di queste differenze. Purtroppo, come spesso è accaduto nella storia della così detta civiltà occidentale, anche i portoghesi spazzarono via molte di queste etnie. Etnie che vivevano in pace dedicandosi all'agricoltura, alla caccia e alla pesca. Certo i portoghesi nel '500 approdarono verso Porto Seguro e un anno dopo l'italiano Amerigo Vespucci entrò nella bellissima baia di Salvador dandole il nome di Baia de Todos. quattro decenni dopo sempre i portoghesi fondarono la prima capitale del Brasile e cioè Salvador de Bahia appunto.

Fulcro dell'economia dello stato fu, anche qui, la canna da zucchero e, successivamente, il tabacco. Ovviamente la manodopera per queste coltivazioni i portoghesi se la procurarono riducendo in schiavitù le popolazioni indigene. E, non contenti, quando il lavoro aumentò, ricorsero anche a schiavi portati qui dall'Africa. Questi schiavi, visto il numero impressionante che venne deportato, riuscirono paradossalmente a mantenere le loro tradizioni, soprattutto quelle religiose e a influenzare in maniera profondissima la nascente cultura brasiliana. Lo sfruttamento degli schiavi continuò in maniera crudele fino al 1888 e fu l'unico sistema di gestione che i portoghesi adottarono per i loro interessi economici. L'unica differenziazione che introdussero fu affiancare alle piantagioni anche alcune fattorie per l'allevamento. L'economia dello Stato di Bahia, ad un certo punto, aveva questa struttura: si esportavano prodotti primari e si importavano schiavi e prodotti di lusso per il godimento dei potenti. Furono anni di grande sviluppo economico sia per Salvador sia per Bahia; sviluppo che si interruppe quando il prezzo della canna da zucchero crollò a livello internazionale.

A quel punto iniziò l'industrializzazione di Bahia (siamo nella metà del XIX secolo) e lo sviluppo del suo settore bancario, fondamentale per la crescita e il sostegno delle industrie stesse. Fu questo che diede il via alla diversificazione industriale, non più basata esclusivamente sulla produzione e la commercializzazione della canna da zucchero. Poi, nel XX secolo, le scoperte di alcuni giacimenti petroliferi, diedero nuovo impulso all'economia di Bahia e al conseguente riammodernamento dell'intero stato. Fu in quel periodo che il porto di Salvador cominciò ad acquisire quella straordinaria importanza che continua ad avere ancora oggi. Negli ultimi anni si è aggiunta una nuova voce nell'economia dello stato: il turismo. L'afflusso di denaro che questo ha portato è stato investito, soprattutto, per sviluppare le infrastrutture (con quel che ne consegue in termini di lavoro) e per dar vita ad importanti progetti di sanità pubblica.




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