Amazzonia

Quello dell'Amazzonia è un luogo quasi mitico, bellissimo e tragico nella sua storia. Da sempre sfruttato per le sue foreste resta uno dei problemi di coscienza del Brasile

L'imponente Rio delle Amazzoni è un territorio che conosce la presenza umana da oltre 10000 anni: tribù minuscole o grandi si insediarono su questo territorio fin dall'Età della Pietra. Poi, a metà del 1500, arrivarono gli europei: è il 1541 quando una spedizione spagnola, guidata da Pizarro, arriva fino a qui. La spedizione non fu tranquillissima visto che, durante gli spostamenti per la ricerca di viveri, furono molti gli assalti che gli spagnoli subirono da parte degli indios. Dal momento che, pare, molti di questi indios guerrieri erano donne, come le mitiche amazzoni, questo fu il motivo per cui il fiume prese questo nome.

Non successe poi nulla degno di nota in questo territorio fino agli inizi del 1600 quando i portoghesi diedero vita ad una primo insediamento a Belèm, sulla foce del fiume per usarla come base per missioni lungo il corso d'acqua. primo passo di una sorta di presa di possesso del territorio che cominciò, ufficialmente e massicciamente, nel XVII secolo alcuni avventurieri portoghesi iniziarono ad addentrarsi sempre più nel territorio sia per cercare l'oro sia per catturare e ridurre in schiavitù gli indios.

Indios a cui si deve, e forse non molti lo sanno, la scoperta della linfa degli alberi della gomma. Questo era un fatto destinato a cambiare, e di molto, i destini commerciali della zona. Siamo attorno all'800 quando due nomi celebri, Goodyear e Dunlop diedero vita ad un processo industriale che sfociò nella fabbricazione dei primi pneumatici. Da quel momento cominciò una richiesta di gomma sia dall'Europa sia dagli USA con un vertiginoso aumento di prezzi e profitti. Conseguenza di ciò fu un arrivo massiccio in Amazzonia dei così detti seringueiros (cercatori di gomma) spinti qui da un sogno di ricchezza. Le condizioni di lavoro e lo sfruttamento erano in realtà terribili e questi lavoratori rimasero sempre, in realtà, in condizioni di miseria.

Il monopolio che il Brasile aveva detenuto fino a quel momento sulla gomma dell'Amazzonia, era destinato a non durare per sempre. Un commerciante inglese riuscì, infatti, a contrabbandare alcuni semi portandoli a Londra e, da qui, verso le colonie britanniche di Malesia e Cylon. In conseguenza di ciò il prezzo di questo "oro" crollò inesorabilmente, con una piccolissima e breve ripresa durante la seconda guerra mondiale. Il monopolio brasiliano era finito e con esso lo sfruttamento selvaggio di risorse e lavoratori.

Il rapporto del Brasile con l'Amazzonia è sempre stato estremamente problematico, indipendentemente dalla gomma. Il governo carioca ha sempre temuto che qualche potenza straniera potesse prendere possesso di questa zona e questo è sempre stato il motivo per cui ha fatto di tutto per consolidare il suo controllo e una sorta di colonizzazione interna. Questa vera e propria fissazione è stata ciò che ha determinato lo sfruttamento selvaggio e la distruzione della foresta pluviale; cosa che continua anche oggi. Queste ferite sono evidenti soprattutto nello stato del Parà e, in genere, nella vera e propria devastazione della foresta.

manaus amazzonia

Tutto ciò, come spesso accade, non poteva non portare problemi politici in cui si inserirono veri e propri interessi sanguinari come accade quando sono tanti i soldi che girano. Legata a ciò è la mitica figura del sindacalista Chico Mendes, ucciso nel 1988 pare da alcuni avidi proprietari terrieri che si vedevano minacciati dalla politica di sensibilizzazione di alcuni militanti. L'omicidio ebbe almeno il merito di attirare l'attenzione del mondo sul dramma della deforestazione. Certo alcuni provvedimenti sono stati presi ma l'Amazzonia resta un triste teatro per interessi esclusivamente economici, ben poco interessati alla tutela ambientale.

Oltre a questo l'Amazzonia ha subito, nel 2005, una delle più devastanti siccità che si ricordino, seguita dopo soli quattro anni da una altrettanto devastante alluvione. E sono in molti a vedere nello sfruttamento territoriale dell'uomo le cause di questi fenomeni. Quello dell'Amazzonia resta un problema che sembra di impossibile soluzione. Ancora nel 2010 annunciò che non avrebbe interrotto i lavori per la costruzione della diga sul Rio Xingu con lo scopo (e la promessa) di creare energia pulita per oltre dieci milioni di persone. Gli avversari del progetto hanno sempre sostenuto che i numeri fossero solo propaganda e che, comunque, non giustificassero l'ulteriore pesante impatto ambientale. Sembra davvero una storia infinita.




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